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  Carnevale Rieti

 

 

- Il carnevale è una festa dalle origini antichissime. Oggi, nella tradizione cattolica, il carnevale si celebra prima della quaresima ed è il momento di riconciliazione con Dio che culmina nei giorni "grassi" , cioè dal giovedì al martedì, prima delle Sacre Ceneri. Le  origini del nome "carnevale" sono motivo di dibattito tra alcuni studiosi che ne riconducono il significato al termine latino "carrum novalis"   ( carro navale dei romani ) e altri che lo collegano al termine "carmen levare" cioè togliere, abolire la carne nel periodo di quaresima. Già nel periodo romano erano in uso i coriandoli, i carri allegorici e i lanci delle uova. All'inizio dell'era cristiana, la Chiesa ridimensionò queste feste , punendo gli abusi . Il ballo in maschera fu  introdotto nel XV e XVI  secolo da Papa Paolo II  come forma di ordine ed eleganza. In riferimento alle origini, alcuni sostengono che fosse una festa popolare dei saturnali in onore del dio Saturno, dei lupercali in onore del dio Luperco e degli egizi per venerare la dea Iside che simboleggiava la fertilità. Altri ancora sostengono che fosse una festa degli uomini primitivi ( 10.000 anni a.C ) per festeggiare l'arrivo della primavera. Qualunque siano le sue origini, oggi il carnevale è un momento in cui, in assoluta libertà, tutto diventa lecito : si lascia spazio alle maschere, al riso, allo scherzo per uscire dal quotidiano, negando se stessi per impersonare un altro, dando sfogo ai desideri dell'anima prima del digiuno della quaresima.

 

IL CARNEVALE A SEZZE IERI E OGGI

A differenza di altri paesi, la città di Sezze ha due proprie maschere setine  che trovano radice in tradizioni popolari molto antiche e danno al carnevale un significato culturale che si tramanda da intere generazioni.

PEPPALACCHIO E PEPPA  sono due spaventapasseri , fantocci costruiti con canne e paglia e simboleggiano la cultura contadina. I nostri nonni e, prima di loro i loro nonni, ricordano che Peppalacchio rappresentava la passata stagione che poi moriva portando via i mali, le tristezze e tutto quello che era trascorso per lasciare il posto al futuro con la speranza che fosse migliore. Veniva vestito con abiti smessi : pantaloni, camicia, giacca e cappello. Peppa rappresentava madre terra fecondata da Peppalacchio che così rinasceva ogni anno .La tradizione infatti vuole Peppa in gravidanza inoltrata a rappresentare i futuri frutti della terra. Veniva vestita con il tipico abito da festa o matrimonio "la n'dragona" composto da una lunga e ampia gonna sulla quale si posava " i zinalo" ( grembiule ) , con corpetto e un grande fazzoletto a coprire spalle e petto. I racconti parlano anche del prete e del sindaco del paese che discutevano su chi dovesse sposare la coppia essendo Peppa nubile e incinta di Peppalacchio. Il giovedì grasso, dopo aver costruito, vestito e sistemato i due sposi su un carretto trainato da muli, buoi o cavalli, tutta la popolazione festeggiava il matrimonio formando un grande  corteo che sfilava nei vicoli del paese. La folla festante accompagnava il rituale bevendo vino, mangiando taralli, cantando e suonando con strumenti musicali costruiti dai contadini stessi ( il corno di bue, la tromba di canna, il cifalo o flauto di canna, le nacchere di gusci di noci, il cuticù....) La grande festa culminava in Piazza dei Leoni ( antica sede del palazzo Comunale ) con balli, canti e scherzi. Il martedì grasso, ultimo giorno di carnevale, Peppalacchio e Peppa venivano ricondotti nelle vie del paese tra la folla festante. Al termine della giornata tutti confluivano in Piazza dei Leoni. Qui si accendeva un grande falò e Peppalacchio veniva bruciato sotto lo sguardo dei contadini che, dalla grandezza delle fiamme e dalla durata del rogo, predicevano buoni presagi per i raccolti dei campi. Il rituale del matrimonio e del rogo venivano rispettati anche se pioveva perchè senza il primo  non poteva iniziare il carnevale e  non bruciare Peppalacchio sarebbe stato di cattivo auspicio.

ASSOCIAZIONE CULTURALE ONLUS " IL BAULE"

Dopo 13 anni di assenza torna nel 2001 il Carnevale Setino realizzato all'Associazione Culturale Onlus "Il Baule". Promotori e fondatori di questo magico contenitore di idee sono: Campagna Marcella, Borgioni Luigi (detto zio Gigi ), Di Toppa Enrico ( il compare ), Di Prospero Sergio, Savelli Francesco e Savelli Enrico, tutti residenti a Sezze Scalo. Grazie all'impegno e alla passione di questi mastri carristi, la VII edizione del Carnevale Setino svolta a febbraio del 2008 vede una massiccia partecipazione che riempie le strade di Sezze Scalo, Sezze e Bassiano. Centinaia di bambini attendono festosi di salire sul magico treno costruito dai mastri carristi ......e per non deluderli sono già in cantiere altri vagoni.........               

Un ringraziamento particolare ci nasce dal cuore a Sergio, al compare Enrico e a zio Gigi perchè grazie alla loro disponibilità è nato un grande rapporto di collaborazione che ogni anno ci rende partecipi di quella grande festa che è il carnevale, grazie a loro abbiamo potuto costruire il nostro carro allegorico raffigurante il logo della nostra Associazione :la farfalla rosso e blu.

- FOTO CARNEVALE 03 FEBBRAIO 2008 - SEZZE SCALO -

- FOTO CARNEVALE 05 FEBBRAIO 2008 - BASSIANO - SEZZE -

- FOTO PREPARATIVI CARNEVALE